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10 graphic novel a sfondo sociale da non perdere

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di Mattia Gallo

 

 

Concerto in o minore per arpa e nitroglicerina

 

Hugo Pratt, Rizzoli Lizard, 2013, 38 p.

 

 

Corto Maltese è il marinaio a contatto con le culture di ogni dove del pianeta, girovago eroe (ed anti – eroe), guidato da un senso di libertà che lo porta a spostarsi in ogni angolo del mondo in cerca di umanità e giustizia. Nell’incontro di luoghi, miti, culture, c’è un occhio che ben va ad osservare la dimensione umana collettiva ed individuale dei destini dell’uomo, e sebbene Una ballata del mare salato sia per me la maggiore e più lirica delle avventure disegnate da Hugo Pratt, in questa classifica voglio inserire il fumetto dal titolo Concerto in o’minore per arpa e nitroglicerina, ambientata a Dublino nel 1917: i membri del partito Sinn Fein, repubblicano, socialista ed indipendentista, sono riforniti di armi da Corto Maltese in persona, ma non sarà facile entrare ed uscire dalle trame della guerra per l’indipendenza, e distinguere facilmente gli eroi dai traditori…


Borgia

 

Alejandro Jodorosky - Milo Manara, Panini Comics, 2018, 208 p.

 

 

Non mi sono mai reso conto se ho ben capito i messaggi di “La danza della realtà”, di Alejandro Jodorosky, libro incentrato su temi metafisici che ho comunque apprezzato, ma di certo Borgia – l’Integrale, con la sceneggiatura proprio di Jodorosky ed i disegni di Milo Manara, fornisce una descrizione molto terrena del potere, con i suoi intrighi, la sua estrema violenza, la sua turpitudine. Delitti, incesti, trame oscure, sesso di ogni sorta, questo sta tutto nella descrizione dell’ascesa e la caduta di una delle famiglie più influenti dell’Italia tra il 400 ed il 500 (ci sono delle licenze di fantasia rispetto alla realtà storica). Borgia è il potere  nelle sue manifestazioni estreme, con il disegno artistico di Manara. I disegni  a colori riproducono l’ambientazione storica entro cui è inserita l’intera vicenda: vividi, sensuali, curati nel dettaglio.



Il buio oltre la siepe

 

Harper Lee – Fred Fordham, Mondadori, 2019, 272 p.

 

Quando si è diffusa la notizia della legge più severa sull’aborto di tutti gli USA è stata approvata in Alabama, lo scorso metà maggio, ho pensato: “Caspita, ma l’Alabama è ancora quella  bigotta e conservatrice vista in film come Forrest Gump o Pomodori Verdi Fritti?”. C’è un romanzo cult che ha descritto molto bene il tema del razzismo in questo stato del sud degli USA, ed è Il buio oltre la siepe, di Harper Lee. Ambientato nell’Alabama degli anni 30, in preda alla povertà della grande depressione. L’avvocato Atticus assume le difese di Tom Robinson, accusato ingiustamente di aver violentato una ragazza bianca. Attorno a questa vicenda, le vite di un’intera comunità, segnata da innocenza, chiusura, eroismo, ipocrisia, voglia di trasformazione, razzismo. Il disegno di Fred Fordham, dai colori vividi, leggero e preciso, è fortemente espressivo.

 

L’arte di volare

Antonio Altarriba – Kim, 001 Edizioni, 2019, 222 p.

 

 


L’arte di volare racconta la storia di vita di Antonio Altariba, ricostruita da suo figlio scrittore Antonio e dal fumettista Kim: prima cresciuto in una campagna dai costumi patriarcali e oppressivi, poi il coinvolgimento nella guerra civile spagnola, dalla parte della Repubblica, e quindi la sconfitta, l’ esilio dal suo paese, il ritorno nella Spagna del secondo dopo – guerra all’epoca della dittatura di Franco, repressiva e bigotta. Infine l’ultimo scorcio di vita in un ospizio, dove a novant’anni decide di togliersi la vita buttandosi dal balcone e dando così un saggio dell’”arte di volare”. Il fumetto è il graphic novel più premiato di sempre in Spagna, capace di condensare in un’opera un’intera vita passata dalla parte dei giusti e degli sconfitti della storia. Come scrive Goffredo Fofi nell’introduzione: “Da quando il caudillo è spirato le storie raccontate sono diventate molte, ma è bellissimo che questo sia avvenuto. L’arte di volare è una delle più efficaci e commoventi”. In effetti la struttura ricorda molto quella di “I solchi del destino”, del fumettista Paco Roca, di cui potete leggere a riguardo qui


Sostiene Pereira

Pierre Henry Gormont – Antonio Tabucchi, Feltrinelli Comics, 2019, 160 p. 

 

 

 

Ho sempre avuto nell’orecchio il titolo Sostiene Pereira come quei classici di cui senti parlare sempre ma forse non leggerai mai. Siamo a Lisbona, agosto 1938, in Portogallo governa il dittatore Salazar. Pereira è un mite giornalista che lavora per un quotidiano nazionale: abitudinario, riservato, senza posizione politiche. Viene a contatto con il giovane Monteiro, coinvolto nella resistenza clandestina contro la dittatura. Da quel momento, Pereira non farà più finta di non vedere le squadracce fasciste che picchiano persone per strada, o di non dar peso alle censure sulla stampa. Inizia in lui un risveglio della propria coscienza, domande sul senso del suo vivere da comune cittadino all’ombra della dittatura. Le immagini a colori disegnate da Gomont sono splendide (molto belli gli scorci di Lisbona), da avanguardia storica del 900.

 

New York

Will Eisner, Einaudi, 2008, 427 p.

 


La copertina di New York di Will Eisner, insieme al titolo dell’opera, mi hanno subito portato alla mente le analisi del sociologo Georg Simmel sulla metropoli, il luogo dell’anonimità, dello sfaldamento delle relazioni sociali dovute alla enorme differenziazione delle mansioni, dei ritmi frenetici, degli stimoli eccessivi che non portano le persone ad avere una visione unitaria della propria comunità. Ora tutto questo mica è affrontato nel dettaglio scientifico da Will Eisner, eppure come spiega l’autore nell’introduzione, egli ha disegnato “il ritratto di una grande città…qualsiasi città”. La Grande Mela di Eisner è la città della gente comune, delle proprie speranze, delle gioie, delle illusioni, dei drammi, della violenza, dell’indifferenza, mettendo in luce la vita delle persone nella loro quotidianità in maniera dolce ed allo stesso tempo cruda, ironica e spietata.

 

  

Habibi


Craig Thompson, Rizzoli Lizard, 2011, 672 p.
 

 

Credo che Habibi sia una graphic novel da avere nella prorpria libreria, un’opera d’arte che parla di un amore contro le difficoltà di un mondo che costringe alla prostituzione, allo sfruttamento, dove chi sta in basso è  oppresso sia dalla religione (che in questo caso è islamica, ma potrebbe essere anche diversa) come dalle regole barbare del mercato globale. Ambientato in un futuro che ha molti tratti di un passato antico, Habibi è un romanzo articolato, ricco di intrecci, di pathos e lirismo. Tra deserti, mercanti di schiavi ed agglomerati urbani infiniti, si dipana la storia di due anime venute dal sottosuolo:  Dodola, bambina venduta al mercato, giovane madre, e Zam, orfano che in lei troverà una madre prima ed un amore unico dopo. Un disegno morbido, flessuoso e non stereotipato, dai contorni arabi nelle sue linee, come sono tanti i riferimenti alla cultura araba valorizzata da questo lavoro. Tra baraccopoli e palazzi ricchi di sfarzo, un amore che resiste al tempo ed alle intemperie delle divisioni tra sfruttatori ed ultimi della terra.

 

Persepolis

 

 Marjane Satrapi, Rizzoli Lizard, 2007, 354 p.

 

 

La graphic novel Persepolis si basa sulla vita dell’autrice fumettista, cresciuta a Teheran dai sei ai quattordici anni, durante il succedersi di regimi politici uno più repressivo dell’altro  che si avvicendano nella storia iraniana a partire dagli anni 70; e così i genitori di Marjane decidono di mandarla a Vienna; tornerà in patria, per poi definitivamente emigrare in Europa ormai accortasi che nel suo paese l’aria è irrespirabile. Tuttavia, Marjane Satrapi ci fa conoscere anche i settori libertari ed ugualitari dell’Iran, e non manca nemmeno la descrizione di un Occidente con i suoi settarismi e razzismi. I suoi trascorsi sono descritto con uno sguardo femminile, ironico e profondo. Questo confronto di civiltà mi ha ricordato l'introduzione al testo di sociologia in cui si parlava del romanzo Lettere Persiane, dove il principe dell’allora Persia (l’antico nome dell’ Iran appunto) Uzbek descrive l’Europa, considerato come uno dei primi testi utili per la conoscenza sociologica. Ho apprezzato più il cartoon di Persepolis, meno cupo, ma anche il fumetto è un lavoro importante.


Il processo

Montellier – Mairowitz – Kafka, Magic Press, 2018, 128 p.

 

 

Nel caso de Il processo, ho avuto modo di leggere il celebre romanzo di Kafka, prima ancora di aver letto la graphic novel. Con gli anni ho potuto osservare quanto la storia di Joseph K. sia diventata un celebre metafora dell’uomo invischiato nelle trame della burocrazia senza via d’uscita, utilizzata nelle analisi di pensatori come Fisher, Negri, Zizek, Deleuze. Josef K. è condannato a morte per una colpa che non ha commesso. E’ in cerca di una spiegazione, e finisce nella rete labirintica della burocrazia sostenendo interrogatori, cercando avvocati, frequentando uffici. Ma ormai tutto il mondo è diventato un intero tribunale, e l’esito del processo sembra essere inesorabile. “Se si deve credere a questa ipotesi si dovrebbe accettare come vera ogni cosa che afferma il guardiano” – spiega Joseph ad un burocrate. “Non come vera, come necessaria” gli risponde, a cui controbatte a sua volta: “Questa è la grande bugia che governa il mondo!”.


Cuore di tenebra

Giovanni Masi – Francesca Ciregia, Star Comics, 2016, 110 p.

 

 

 

 Come ha spiegato lo sceneggiatore del fumetto Giovanni Masi, Cuore di tenebra, tratto dal celebre romanzo di Joseph Conrad, è un libro di denuncia. Denuncia degli orrori del colonialismo; gli autori hanno deciso di rimanere fedeli il più possibile al testo originale, e di fare emergere questa rappresentazione letteraria del collasso coloniale portato avanti dalle nazioni europee in Africa alla fine del 1800. C’è anche il trasporto letterario dovuto alla descrizione dell’animo umano torbido ed in cerca di se stesso lungo il fiume del sud del mondo, il cuore di tenebra che alberga in ogni uomo. Re Leopoldo del Belgio, che in vita sua non sarà mai stato in Africa, ha determinato la morte di dieci milioni di persone, attraverso i suoi metodi disumani, come mostrano le immagini dei nativi mutilati perché non avevano raccolto abbastanza gomma naturale, disegnate con crudo realismo nel fumetto disegnato da Francesca Ciregia.

 

 



 


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