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La Russia ai tempi di Occupy

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Intervista ad Ilya Matveev 

di Mattia Gallo

Se i media occidentali hanno diffuso le notizie della politica repressiva e liberticida attuata dal governo russo, si pensi al caso Pussy Riot, alle leggi di carattere omofobo, al recente provvedimento di arresti domiciliari per uno degli esponenti dell’opposizione di sinistra, Sergei Udaltov, gli stessi organi di informazione hanno parlato molto meno di un altro dei mali che attanaglia la Russia di oggi, cioè il neo – liberismo sfrenato. Tra la lotta per i diritti sociali e la politica coercitiva del governo Putin, esiste uno stretto legame. Esperienze come “Occupy Mosca”, ed organizzazioni come il Movimento Socialista Russo, costituiscono un esempio di azione politica anti-sistema, in direzione contraria ad un quadro che si delinea molto difficile. Ilya Matveev, 24 anni, dottorando in Teoria Politica presso l’ Università Statale di Mosca, è un membro del Movimento Socialista Russo ed è stato attivista di “Occupy Mosca”, ed ha risposto ad alcune domande.   

Cosa è il Movimento Socialista Russo?

Il Movimento Socialista Russo è il frutto della fusione tra due gruppi di sinistra radicale: Vmpered (Avanti) e Resistenza Socialista, entrambi con una tradizione Trotskista. Vmpered era affiliato alla quarta internazionale Mandelista. Ad ogni modo, oggi il Movimento Socialista Russo non è esplicitamente trotskista, è stato modellato come un’ampia forza di sinistra capace di unire in maniera non settaria la sinistra radicale in un nucleo di un futuro partito di massa. Attualmente disponiamo di diverse organizzazioni in diverse città russe. I gruppi più grandi di MSR sono a Mosca, San Pietroburgo e Kaluga. Abbiamo una più piccola presenza a Novosibirsk, Samara e Perm. Nel complesso contiamo circa 200 – 300 membri. Uno dei gruppi più forti e coerenti è probabilmente quello di Kaluga. E’ presente un distretto industriale in questa città, che ospita la forza del sindacato indipendente, un’organizzazione non facile da trovare – un sindacato interregionale dei lavoratori dell’auto (che è presente anche a San Pietroburgo e dintorni). I nostri membri a Kaluga sono sindacalisti, lavoratori del settore automobilistico, giovani radicali. Anche a San Pietroburgo il RSM si compone anche di lavoratori ed attivisti sindacali, ed anche di intellettuali ed artisti radicali. A Mosca il MRS è in gran parte costituito da intellettuali, ed è diventato sempre più popolari in circoli di artisti radicali. In generale, nonostante alcuni problemi interni, MSR sta diventando lentamente un punto di riferimento per la sinistra radicale in Russia, grazie alla sua apertura, il carattere non settario ed una solida base intellettuale. Cerchaimo di giocare un ruolo nel movimento sindacale e nei vari movimenti sociali, per portare la politica radicale in questi ambienti, tuttavia non con un tipico entrismo settoriale, ma lavorando realmente con le persone, parlare con loro e conoscerle. Lavoriamo anche sulle nostre idee, sviluppando un’idea di sinistra coerente con la nostra situazione. Ovviamente il nostro successo è limitato, ma alla fine questo è quello che noi riconosciamo come obiettivo. Nelle attuali circostanze molto difficili, MRS è particolarmente sulla difesa dei prigionieri politici in Russia. Uno di loro, Konstantin Lebedev, è un membro della nostra organizzazione. Un altro appartenente alla nostra organizzazione, Philipp Dolbunov (Galtsov), è attualemtne in cerca di asilo politico in Ucraina. RSM è una forza trainante della campagna di solidarietà internazionale contro la persecuzione politica in Russia (http://anticapitalist.ru/occupy/solidarity-against-repression.html#.UTXvlmd-f3A). Oltre a questa grande preoccupazione, lavoriamo nacora con i sindacati indipendenti ed i movimenti sociali, in particolare contro le politiche neoliberiste nel campo dell’istruzione e della sanità, in movimenti ecologisti e femministi, e siamo un movimento anti – fascista. Organizziamo varie attività culturali, in parte attraverso la nostra casa editrice affiliata indipendente, Free Marxist Press. Pubblichiamo un giornale chiamato Socialist, ed abbiamo un sito web: http://anticapitalist.ru .

 

L’esperienza di “Occupy Mosca” si è sviluppata intorno ai fatti dello scorso 6 maggio e nei giorni a venire. Cosa è successo?

Il 6 maggio del 2012 un corteo di opposizione di massa svolto a Mosca fu brutalmente disperso dalla polizia anti-sommossa. La violenza della polizia era senza precedenti, e con una contorta mossa stalinista il nostro governo ha iniziato ad arrestare le persone per aver partecipato ad una rivolta in seguito a quello che era avvenuto, preparando una sorta di processo politico farsa. Eppure, dopo gli eventi del 6 maggio, una piccola parte di quella manifestazione, circa mille persone, si rifiutò di tornare a casa ed ha iniziato un gioco di “guardia e ladri” con la polizia per le strade di Mosca. Questo gruppo in movimento di manifestanti si mosse per la città, cercando vie di fuga dalla polizia. Ciò è avvenuto per due o tre giorni. Infine, il gruppo si stabilì in una sorta di campo permanente nei pressi del monumento al poeta kazako Abayon, in una piccola piazza nel centro di Mosca. La gente continuava a venire, e la polizia non disperse il campo, probabilmente perché disorientata dalle nuove tattiche di protesta. Ecco come Occupy Mosca, o Occupy Abay ha avuto inizio. Gli indignados spagnoli ed OWS americano sono stati certamente importanti ed ispiratori per noi. Tuttavia, non credevamo che una cosa del genere potesse realmente accadere a Mosca, eppure è successo. Occupy Abay è stato un OWS in stile campeggio in una piazza con 1000 – 2000 persone ogni giorno ed alcune 50 – 100 persone che hanno dormito nei sacchi a pelo la notte. E’ stata una nuova esperienza di auto – organizzazione, fuori dai tradizionali ambienti di sinistra e sociali! Gli attivisti di sinistra, compresi i membri di MSR e gli anarchici erano molto galvanizzati da quello che stava accadendo di fronte a loro. Gli attivisti di sinistra si sono raggruppati nella piazza in un “info – point” in stile europeo, con elaborati scritti e volantini. Abbiamo organizzato un flusso di workshop  sui movimenti sociali, le organizzazioni e le forze politiche di sinistra. Il Movimento Socialista Russo ha iniziato a pubblicare “OccupaAbay”, un opuscolo quotidiano che è diventato ben presto una sorta di bollettino ufficiale per l’accampamento. Tra le forme di auto – organizzazione, anche la cucina ed i turni di pulizia (la piazza era così perfettamente pulita, che le autorità hanno dovuto fabbricare prove per presentare il campo come un fastidio per il quartiere). Ad ogni modo la più importante attività espressione dell’auto – organizzazione è stata l’assemblea generale, svolta all’insegna della democrazia partecipata evitando forme di leadership. Nel campo si sono potute confrontare diverse anime dell’opposizione all’attuale governo russo, come quella liberale che ha una sua consistenza e che originariamente stava dietro l’organizzazione della protesta del 6 maggio, ma come sinistra abbiamo puntato molto sulla pratica dell’auto – organizzazione, auto – governo e democrazia partecipativa ed abbiamo avuto per questo un peso molto rilevante nelle assemblee, diventando una forza essenziale nel campo e nelle sue attività. Tutta la storia della OccupyAbay/ Occupy Barrikadnaja / Occupy Arbat (alcuni altri nuovi posti temporanei per l’accampamento), non durò più di qualche giorno, ma è stato un periodo particolarmente denso di auto – organizzazione, lotta politica ed agitazione. Ha iniettato le idee di democrazia partecipativa e di strutture orizzontali del movimento di protesta. Stiamo ancora riflettendo sul significato politico e sociale di questo evento. 

A proposito delle libertà civili in Russia, i casi delle Pussy Riot, o le leggi anti gay emanate dal governo di Putin sono emblematici. In un tuo articolo apparso su siti di contro informazione della rete lo scorso mese di Novembre, intitolato “Una storia poliziesca. (Cosa è accaduto a Philip Dolbunov)”, parli di un giovane attivista studente fermato dalla polizia.

Bene, ho scritto a proposito di un caso di repressione della polizia contro un’attivista. Attualmente Philipp, mio compagno politico, è in cerca di asilo politico. Si trova in Ucraina, ma questo paese non è sicuro per lui, come non lo è stato per alcuni attivisti, come Leonid Razvozhaev, che è stato rapito a Kiev da forze speciali russe, torturato e riportato a Mosca. La situazione delle libertà civili in Russia è scandalosa e diventa rapidamente sempre più catastrofica. Più di 20 persone sono in attesa di giudizio per aver preso parte il 6 maggio ad una “sommossa” (vale a dire un brutale attacco sul piano giuridico, parliamo di un corteo autorizzato dalla polizia anti-sommossa). La maggior parte di loro sono stati arrestati. Centinaia di investigatori stanno lavorando giorno e notte per montare un caso dal nulla. Uno degli arrestati ha confessato ed è stato mandato in prigione per 4 – 5 anni. Il 17 gennaio scorso,mentre affrontava simili oneri ed una imminente deportazione dall’Olanda in direzione di ritorno verso la Russia, Alexander Dolmatov si tolse la vita. Il caso “rivolta” del 6 maggio è stato mischiato dalla polizia con il caso Sergei Udaltzov. Udaltzov è uno dei pochi leader pubblici che appartengono alla sinistra. Egli è stato accusato di “organizzare disordini” su prove presentate davanti agli occhi di tutto il paese nel corso di una trasmissione speciale di una televisione russa controllata dallo stato. Udaltzov ed altre due persone, una delle quali Lebedev, membro del MSR, sono ora “organizzatori” della “rivolta” che ebbe luogo il 6 maggio. Si tratta di una catena infinita di accuse inventate e prove artefatte diretta contro l’opposizione russa ed in particolare contro la sinistra. Chiediamo cortesemente che si legga il nostro appello di solidarietà per conoscere la recente ondata di repressione in Russia. MSR ed altri gruppi di sinistra hanno un bisogno disperato di solidarietà, per cui qualsiasi azione di sostegno è la benvenuta: http://anticapitalist.ru/occupy/solidarity-against-repression.html#.UTiBZjfdfAJ

Un tuo altro articolo, "Il Welfare State non può andare meglio di così", parla a proposito della situazione del “welfare”, termine che in lingua italiana e russa si traduce in "stato sociale " (Russo:  “sotsial'noe”). Qual è la tua analisi in questo articolo? Quale sono i problemi sociali più rilevanti in Russia oggi?

Il mio punto di vista di base in questo articolo è che la Russia non è uno “stato sociale”, nonostante il fatto che essa è chiamata “stato sociale” nella nostra Costituzione. Gli scioperi sono quasi completamente vietati. La situazione riguardo la casa, l’istruzione, l’assistenza sanitaria, la cura dei figli, la scienza, le istituzioni culturali, le retribuzioni dei lavoratori (il salario minimo si trova sotto il livello di sussistenza ufficiale, non è sufficiente per non morire di fame), è scandalosa e peggiora di giorno in giorno. Anche se ora abbiamo più di 130 miliardari in dollari e una delle più grandi riserve mondiali di denaro, insegnanti e professori universitari in alcune regioni della Russia sono pagati 150-250 euro, così come i medici e gli altri impiegati pubblici. La disuguaglianza della ricchezza, secondo alcune fonti, è la più grande al mondo. Il petrolio ed la crescita dell’esportazione di gas non ha portato prosperità o un significativo futuro economico per la Russia. E’ un paese governato da un’ élite parassita ed incontrollabile. E la risposta di questa classe sociale è ancora più neoliberismo, più deregolamentazione. Si stanno attuando provvedimenti neo-liberisti in materia di istruzione, sanità, scienza / cultura, proprio come in Europa. Per esempio, gli insegnanti delle scuole sono costretti a competere per un premio salariale, così come le scuole sono costrette a competere con gli alunni. Tale introduzione intenzionale delle logiche di mercato nei settori del tutto estranei ad essa, come l’istruzione, l’assistenza sanitaria, la cultura, è un marchio di base del neo-liberismo. Ed il risultato è lo stile europeo dei “tagli di bilancio”, in una situazione in cui non c’è nulla da iniziare a tagliare.    

Quali sono i problemi attuali delle università in Russia? L’educazione è nel mirino delle politiche neo-liberiste del governo Putin?

I professori sono stati sottopagati per decenni in Russia. I salari medi sono 200 – 250 euro. In generale, la quota delle spese per l’istruzione nel bilancio federale è molto bassa sia in termini assoluti che relativi. L’ Educazione ammonta a circa 4,5 per cento del PIL russo, inferiore alla media OCSE - nonostante il fatto che ha bisogno di essere ricostruita, non solo mantenuta. Ad esempio, le autorità hanno intrapreso dei provvedimenti per l’ Università. Si tratta essenzialmente di una politica neoliberista, che determina "inefficaci" le istituzioni e le chiude o si fonde con gli altri. Studenti, professori, e la società nel suo complesso non hanno voce in capitolo. Eppure ci sono alcuni segnali incoraggianti. L’atmosfera in Russia è cambiata da quando le proteste sono iniziate nel 2011. Non è una società così apatica e depolicitizzata come prima quella che si è vista. Il personale universitario si è arrabbiato molto quando in un’intervista il ministro dell’Istruzione ha dato loro la colpa per la loro incompetenza (che, ha detto, spiegano i loro bassi salari), più di mille professori hanno firmato una lettera di protesta. Un nuovo sindacato di insegnanti universitari indipendenti  si sta creando. Solo pochi giorni fa un attivista della Università Statale di Mosca, Mikhail Lobanov, con successo ha evitato di essere licenziato dopo una forte campagna di solidarietà. Questo potrebbe essere un piccolo successo, ma esso ispira speranza - gli studenti sono sempre più consapevoli del loro potenziale e anche i professori. C'è una quantità incredibile di lavoro da fare, ma è molto più facile adesso credere nel nostro successo finale.

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