Punizione e mistificazione della protesta dei vigili romani

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 Abbiamo letto e ascoltato con sincero fastidio la nuova campagna politica e mediatica per l'inasprimento delle sanzioni contro i dipendenti pubblici. Prendendo a pretesto la lotta dei vigili romani, e mostrando scandalo per le assenze da questi compiute il 31 dicembre, sono state promesse dai soliti cantanti del coro politico e mediatico punizioni esemplari e interventi legislativi draconiani. Cosa dire, la protesta dei vigili parte dalla resistenza al peggioramento delle proprie condizioni di lavoro ed usa una forma di lotta ben consolidata che è quella dell'assenteismo, dello sciopero bianco; la risposta del potere, invece, si concentra proprio sulla promessa di peggioramenti e punizioni a vasto raggio.  E' così che, l'apparato politico e militare statale, ovvero quel prodigioso strumento di potere della classe dominante, si mette in moto e ricorda agli schiavi salariati che non devono frapporre intoppi al giogo a cui sono asserviti. Detto in altri termini, con il contorno dei miserabili commenti e articoli di supporto dei media di sistema, vengono create le condizioni ideologiche perché l'opinione pubblica lobotomizzata possa sostenere l'ulteriore peggioramento delle condizioni generali del lavoro. Creando in modo artificioso divisioni nel campo sociale, ed esaltando l'interesse del cittadino ad usufruire di servizi pubblici efficienti, si mette in moto una vera e propria repressione del dissenso e della protesta verso l'infame regime sociale capitalista. In una società in cui i livelli di sfruttamento e di precarietà hanno raggiunto vette storiche senza precedenti, il problema all'ordine del giorno sono gli assenteisti e i fannulloni, ovvero gli schiavi ribelli additati al pubblico ludibrio. Sul caso della lotta dei vigili di Roma si gioca una partita interessante. Non è detto che questa volta le masse di sfruttati, quelle che il potere preferisce apatiche e credulone, accettino a scatola chiusa l'immonda pietanza somministratagli dall'apparato politico propagandistico del regime. É la speranza vana di quelli che vogliono un mondo migliore? La crisi morde e intacca le condizioni di vita di settori sociali sempre nuovi, forse il tempo delle illusioni e delle bugie del potere sta per finire.


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