lo sfascio del libero teatro e del filorosso: rischi correlati

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Il 5 agosto, quel che resta del Libero Teatro e del Filorosso è un ammasso contorto di ferro e rifiuti. Alla fretta demolitrice di ieri è subentrata la calma agostana di oggi. La collinetta di ferraglie è stata lasciata lì, non ci sono più i tutori dell'ordine e l'immagine è quella di una discarica abusiva con materiali insalubri. Nei capannoni c'era infatti anche lana di vetro. Per la rimozione di questi materiali è necessaria una certa cautela, così come abbiamo cercato di spiegare ieri ai “tutori” e come evidenziato dal sito http://www.csabonificheamianto.it/rimozione-fibre-minerali.htm

“In generale questi materiali sono sicuri fintanto che vengono rivestiti o ricoperti con intercapedini apposite. All’eventuale rottura di tali intercapedini, è possibile che la fuoriuscita incontrollata del materiale e gli eventi meccanici successivi (rimozione, strofinamento, urti) possa disperdere nell'ambiente circostante particelle finissime dei materiali (micro fibre di vetro e di roccia, cioè alluminati e silicati).
Tali particelle, quando sono molto fini, rientrano nelle casistiche delle PM 10, PM 20, PM 2,5 (il valore numerico indica la dimensione massima in micrometri delle particelle).
La loro inalazione può provocare irritazione delle vie respiratorie, disturbi alla vista in caso di contatto con gli occhi, abrasioni ed irritazioni della pelle, in quanto le fibre di lana di vetro e lana di roccia, pur essendo state classificate nel gruppo 3 (non cancerogene per l’uomo) dallo IARC, mostrano fase di rischio R38 (irritanti per la pelle). Le fibre ceramiche invece, sono state classificate cancerogene R49-38.
In caso di rimozione di tali materiali, pur non essendo soggetto ad approvazione ASL, l’intervento di asportazione prevede l’utilizzo di apparecchiature e metodologie analoghe, seppur meno specifiche e rigorose, a quelle applicate per l’amianto friabile”.

Ieri, nessuna precauzione è stata prese e oggi quei resti sono lì presi dal sole a segno di un'incuria arrogante. Se questo è il sintomo di una buona cultura ambientale, possiamo solo immaginare il resto.

to be continued...approfondimenti a seguire nei prossimi giorni.

 

 


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