Foucault: ordine del discorso

Stampa
 

 
 
Come si ordina il discorso?

Ma che c'è dunque di tanto pericoloso nel fatto che la gente parla e che i suoi discorsi proliferano indefinitamente? Dov'è dunque il pericolo?
Quale civiltà, in apparenza, ha avuto più della nostra, rispetto per il discorso? Dove lo si è meglio e più onorato? Dove lo si è, pare, più radicalmente liberato dalle sue costrizioni e più universalizzato? Ora mi sembra che dietro questa apparente venerazione del discorso, dietro questa apparente logofilia, si celi una sorta di timore. E' come se degli interdetti, degli sbarramenti, delle soglie, dei limiti, fossero stati disposti in modo da padroneggiare, almeno in parte, la grande proliferazione del discorso, in modo da alleggerire la sua ricchezza della parte più dannosa e da organizzare il suo disordine secondo figure che evitano quel che vi è di più incontrollabile […]. C'è sicuramente nella nostra società [...] una profonda logofobia, una sorta di sordo rancore contro questi eventi, contro questa massa di cose dette, contro il sorgere di tutti questi enunciati, contro tutto ciò che ci può essere, in questo, di violento, di discontinuo, di battagliero, di disordinato e di periglioso.
Foucault, L’ordine del discorso, 1976.

 

Discorsi sorvegliati

I discorsi non proliferano liberamente, anche questi come altre sfere della vita sono sottoposti a controlli, limitazioni,  rarefazioni; sono il risultato di un certo ordine del discorso sostenuto dalle istituzioni, costruito, abilmente, attraverso procedure e meccanismi. Per capire la relazione tra discorso, potere e verità, c'è un autore che più di altri può aiutarci; si tratta di Foucault, che, nella lezione inaugurale del suo corso al College de France negli anni '70, la affronta, gettando luce sulla potenza degli enunciati imprevisti e suoi metodi che sono stati adottati nel corso della storia per  controllare i discorsi e depotenziarne la leva sovversiva. Questo breve scritto, pubblicato in Francia nel 1971 e in Italia, da Einaudi, nel 1974, col titolo L'ordine del discorso , rappresenta, ancora oggi, una lettura utile, non solo per seguire le piste che F.  avrebbe intrapreso a partire da quegli anni; ma, anche, come cassetta di attrezzi per comprendere in che modo la “polizia” discorsiva agisce nei fatti della vita quotidiana, dallo sterminio di Gaza all'inaugurazione dell'anno accademico all'università:‘..L’istituzione rende solenni gli esordii, perché li attornia d’un cerchio d’attenzione e di silenzio, e impone loro, per segnalarli da più lontano, forme ritualizzate’ ....
 
 
Leggi tutto l'articolo in PDF.
 
Approfondimenti audio su Foucault (Marazzi, Virno, Amendola...) Convegno Università di Salerno.
 contributo 1
 
 
contributo 2
 
 
 contributo 3
 
 
 contributo 4
 

 

(autore E. Della Corte) 


Condividi su Facebook