Politicanti, non vi resta che piangere!

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Non vi resta che piangere

A sentire gli accorati lamenti e il rumore roboante di vesti stracciate da donne e uomini della Sinistra cosentina, che in questi ultimi giorni affastellano i quotidiani locali, siamo presi dallo sconforto. E inopinatamente viene da dire “bravo  Mario Oliverio!”.
In verità tanti pianti, altrettanta disperazione, ce la saremmo aspettata come conseguenza di un’analisi seria e compita sui risvolti dell’ennesima debacle elettorale, fra europee e provinciali, che ha subito la Sinistra nostrana. Ci saremmo attesi, un consuntivo di quest’ennesima esperienza, come si faceva un tempo, almeno con un’assemblea pubblica, per dare conto alla città, al proprio popolo, del proprio operato. Invece niente, nessuna discussione, se non proclami sui giornali dove ovviamente non c’è contraddittorio diretto, e soprattutto nessuna “messa in discussione” dei capitani di queste “cose bizzarre” che sono Sinistra e Libertà Rifondazione e Pdci. Oddio, in verità, ricordiamo, sempre tramite una dichiarazione a mezzo stampa, di Angelo Broccolo di Rifondazione Comunista che, con un certo accoramento rassegnava le sue dimissioni da segretario provinciale per far largo al nuovo e ai giovani. Ovviamente niente d’irrevocabile perché Broccolo s’è guardato bene da metter in pratica la “minaccia” ed è rimasto saldamente al suo posto. Invece di fare autocritica, qualcuno dei nostri capitani ardimentosi addirittura ci ha spiegato che prendere il 2 % nella Presila è stato un successone. Chi si contenta gode, verrebbe da dire.
Ma allora perché tanta afflizione nei lamenti dei gruppi dirigenti della Sinistra, proprio or ora e non prima, a seguito dei risultati elettorali, quando sarebbe stato lecito? Forse perché qualcuno di loro, magari, per dire, dopo attenta analisi, ha finalmente capito che i propri partiti devono darci di gomito duro per ricostruire il consenso all’interno della società calabrese, con un lavoro quotidiano e senza più tentare le scappatoie elettoralistiche? Oppure hanno intuito la necessità di doversi radicare nel territorio ripartendo dai luoghi dove si forma l’agire pubblico abbandonando la consolidata pratica della gestione del Potere fine a se stesso? Si dispera, la Sinistra, perché ha smarrito le sue ragioni e non riesce a contrastare l’egemonia culturale della destra? Macché, niente di tutto ciò, invece un continuo piangersi addosso. Ma cosa è successo di così atroce?
È accaduto che Mario Oliverio non ha dato a questa Sinistra un qualsiasi posto d’assessore nella sua giunta! Il piagnisteo deriva dal fatto che il democratico Oliverio, che non è notoriamente uomo della sinistra (a meno che non si accettino di usare categorie che un tempo facevano di sinistra, Donat Cattin e lo stesso don Riccardo Misasi), ha tradito le loro aspettative. La verità è che Oliverio sa fare bene i conti e, visto che Pdci (senza offesa, ma ne avete visto mai circolare qualcuno in città o partecipare ad un dibattito, se non in occasione dei famosi tavoli delle Forze Politiche Democratiche e Antifasciste?), I Verdi e Sinistra e Libertà (e perché no, anche Rifondazione) contano, con i loro voti, come il due di coppe a briscola a bastoni, ha ritenuto saggiamente di potersi dedicare ad altri disturbi che non a quelli di “stimare” la Sinistra, magari disbrigando di questioni inerenti al suo partito ed altro, nella formazione della giunta.
Si evidenziano così, fra l’altro, alcune questioni, o vizi, di non secondaria importanza per la cosiddetta Sinistra cosentina: a) Anche il progetto di Sinistra e Libertà è miseramente fallito. Ha fatto l’identica fine di Sinistra l’Arcobaleno. Perché sono stati solo ed esclusivamente dei cartelli elettoralistici. Evidentemente la Sinistra, visto i risultati, per rigenerarsi, non può partire, come fa, esclusivamente dal tran tran elettoralistico. Capiamo i tanti suoi dirigenti; molti hanno aspirazioni, altri tengono famiglia, e quindi hanno necessità di collocarsi a livello istituzionale. Ma evidenti prove alla mano dicono che quella imbroccata da loro non è la strada giusta. b) La Sinistra non ha senso di responsabilità del proprio operato, neanche verso il suo popolo. Dov’è, sempre per dirne una, quel Mimmo Talarico che ci spiegava in piena campagna elettorale al cinema Italia come Sinistra e Libertà non fosse, “un ammasso di sigle atto a raccoglier voti per la campagna elettorale ma è un maturo progetto politico” e giù applausi. Perché oggi, non dà conto di quel che ha fatto o non ci viene a spiegare questo progetto politico in quale discarica è stato riposto. Visto che I Verdi non solo non han voluto fare gruppo comune alla Provincia, quanto son passati all’opposizione della Giunta Oliverio mentre Sinistra per la Calabria, no. Per inciso dubitiamo che questo signore eletto nei Verdi abbia mai letto non un opuscolo inerente le tematiche ambientali, quanto un qualsiasi articolo di giornale sui Verdi. Il compare Tommasi docet.  c) L’insopportabile voracità dei partitini di questa Sinistra. Badate bene, non è che han chiesto ad Oliverio, per dire, un assessore che li rappresentasse tutti, no: con incontri separati si son presentati a chiedere un assessore per il proprio assembramento politico. E l’ha ottenuto solo Rifondazione, con Aiello, ma mica per chissà quali suoi meriti politici o riconoscimenti da parte di Oliverio, l’assessorato è frutto di un rapporto personale consolidato fra Oliverio e il suo assessore. Tutti sanno che se non ci fosse stato Aiello Rifondazione sarebbe restata all’asciutto. d) E’ preoccupante che la Sinistra faccia da sponda agli scontenti di Nicola Adamo ed Enza Bruno Bossio.
Cari amici della Sinistra, se non l’aveste ancora capito, e non l’avete ancora capito da come vi comportate, vi diamo la ferale notizia: l’Ulivo è morto. E’ finito il metodo del “ tricche e tracche e tant’a parte”, cioè la regola che bastava che ogni partitino venisse accolto nell’Ulivo e gli toccava di diritto, una sedia, un fiore, in qualsiasi situazione dove mettesse mano l’Ulivo. Così capitava che in posti dove manco esisteva un iscritto del Pdci, questo partitino avesse il diritto di chiedere e ottenere una seggiola, anche, per dire, nella Proloco di Carpanzano, se no, c’erano a cascata dei sommovimenti, per lo più ricattatori, che potevano arrivare fino a far tremare Roma. L’unico merito di un’esistenza per il resto grigia, cupa e parassitaria che riconosciamo a lumacone Vetroni è stato, l’atto di scioglimento di questa congrega indecorosa ch’era alla base dell’Ulivo.
Sveglia ragazzi è finita; ora se conti e per quanto conti, elettoralisticamente ( sic!) ti tocca, sennò: bambole non c’è una lira, si resta all’asciutto.
Prima che iniziasse la campagna elettorale per le provinciali, come Ciroma abbiam chiesto che la Sinistra votasse per un candidato di Sinistra che non poteva essere Oliverio, ch’è stato sì, di sinistra ma non lo è più visto che a torto o a ragione ha deciso di militare in un partito che non ha nulla d’identificativo, già nel nome, con la Sinistra. E finitela con questa tiritera indecente sul dualismo del Pd e date dignità alle scelte, che son state pure dolorose e traumatiche a livello umano, di chi ha deciso di abbandonare la Sinistra.
Abbiam chiesto, ai capitani ardimentosi, secondo quale forza, visto lo stato presente in cui versa la Sinistra, avrebbero potuto influenzare l’azione politica di Oliverio “deviandolo” a sinistra? Abbiam posto l’ evidente questione che salendo sul carro del partito democratico solo agitando lo spauracchio di Gentile, l’elettorato, soprattutto il popolo della Sinistra, si sarebbe valso del voto utile e quindi privilegiato, il Pd e non le formazioni minori. Che ci fu risposto?  Un generico: siete estremisti, bisogna essere di Lotta e di Governo (bu?) e soprattutto che eravamo folli, ché bisognava fare fronte comune con i moderati (scartando l’errore fatto già nella guerra civile di Spagna) per evitare che la Provincia passasse nelle mani della Destra. Tanto poi si sa che noi della Sinistra siamo intelligenti e pieni di magnifici programmi, mentre gli altri notoriamente so’ fessi.
Bene avete ottenuto l’obiettivo che tanto saggiamente vi eravate prefissati. Ora di che vi lamentate? Mo Oliverio non è più buono perché non vi ha dato il posto a tavola? Che avete scoperto che il suo programma non è di giovamento per le strategie della sinistra? Che acume!!! Oppure, verginelle verginelle, scoprite solo ora che il suo potere di designare in piena autonomia la sua giunta, visto i poteri che gli dà l’attuale normativa, non è cosa buona, ma se vi esclude ( magari era buona se vi dava un assessore!)? O che? Oliverio durante la campagna elettorale non una volta ha detto che avrebbe rinunciato ai suoi poteri di Presidente, mai!
A questo punto, chiediamo, ancora, invece che abbandonarsi alle famose lacrime di coccodrillo, non sarebbe più opportuno per tutti noi, aprire la discussione pubblica, vera, assembleare sulle sorti della Sinistra?
Sempre che, questo nostro tentativo di ragionare sullo stato presente delle cose, il cretino di turno, come al solito, non se lo trasformi in un perfido intrallazzo a favore di Oliverio. Che di dietrologia campino i deficienti della politica cosentina, soprattutto a sinistra, è notorio, purtroppo.  Ps. La Bruno Bossio e i suoi accoliti han fatto circolare la voce che la manifestazione di protesta svoltasi, durante il recente G8, sotto la federazione provinciale del Pd cosentino, avesse come mandante Mario Oliverio!

Autore: Marcello Gallo


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