Campania felix : la crisi dei rifiuti e il rimedio partecipato

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 “La città di Leonia rifà se stessa tutti i giorni: ogni mattina la popolazione si sveglia tra lenzuola fresche, si lava con saponetta appena sgusciate dall’involucro, indossa vestaglie nuove fiammeggianti, estrae dal più perfezionato frigorifero barattoli di latta ancora intonsi, ascoltando le ultime filastrocche dall’ultimo modello di apparecchio.

[…] Il risultato è questo: che più Leonia espelle roba più ne accumula, le squame del suo passato si saldano in una corazza che non si può più togliere; rinnovandosi ogni giorno la città conserva tutta se stessa nella sola forma definitiva: quelle delle spazzature d’ieri che si ammucchiano con quelle dell’altro ieri e di tutti i giorni, anni e lustri.

Il pattume di Leonia a poco a poco invaderebbe il mondo, se sullo sterminato immondezzaio non stessero premendo, al di là dell’estremo crinale, immondezzai d’altre città, che anch’esse respingono da sé montagne di rifiuti. Forse il mondo intero, oltre i confini di Leonia, è ricoperto da crateri di spazzatura, ognuno con al centro una metropoli in eruzione ininterrotta”.  

Italo Calvino, Le città invisibili, VII – Le città continue -.


Napoli come Leonia
Così come nella città fantastica di Leonia, nelle società contemporanee quello dei rifiuti è diventato un problema di grande attualità, che affonda le sue radici nello sviluppo lineare e nel mito della crescita economica illimitata: produzione di massa, consumismo, e, infine, smaltimento di miliardi di tonnellate di rifiuti. Scrive Latouche che: “Se c’è una cosa che la società della crescita ha permesso di aumentare, è il livello dei rifiuti, ancor più che quello del benessere. La produzione di rifiuti è aumentata in modo esponenziale”1. Si tratta di un problema di non facile soluzione, annidato nell’organizzazione stessa del sistema socio-economico capitalistico, alimentato, senza sosta, dalla pubblicità, dai nostri gesti quotidiani, dagli stili di vita dettati dal sistema dei consumi: “L’attività dei commercianti e dei pubblicitari consiste essenzialmente nel creare bisogni in un mondo che crolla sotto il peso delle produzioni. Questo richiede un tasso di rotazione e di consumo dei prodotti sempre più rapido, e dunque una produzione sempre più grande di rifiuti e un’attività di trattamento dei rifiuti sempre più imponente...
 
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(palcap autori)

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