monologo d'amore

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Lui mi diceva sempre:
 
LE CONDIZIONI SONO ATMOSFERICHE COMUNQUE,
COMUNQUE METEOROLOGICHE.
 
Mi diceva.
Ed io non capivo; intuivo, percepivo, però proprio capire no, mai!
Poi una notte, dopo aver fatto l’amore, mi disse che il piacere di uno starnuto rappresenta un nono di un orgasmo. Io rimasi lì, stesa accanto a lui che si accingeva ad addormentarsi, chiedendomi perché mai mi avesse detto una cosa del genere. Quella notte non dormii per niente e, ascoltandolo russare, rimuginavo questo pensiero. In effetti è una cosa strana, ci pensi un attimo: uno starnuto, una di quelle cose che si fanno distrattamente, uno stimolo che giunge inaspettato e si manifesta senza presupporre grandi ragionamenti…insomma, uno starnuto (!), che scopri essere addirittura una nona parte di un orgasmo! Lei ha mai provato un orgasmo? Spero di si! E non le sembra strano? A me tantissimo! Però quella notte la cosa più strana fu constatare che quando facevo l’amore con lui provavo un piacere immensamente superiore a nove starnuti. E allora? Allora le cose si complicarono; perché il fatto che tra di noi non venisse rispettato un rapporto scientificamente misurato, provava che c’era qualcosa in più! Era ovvio! Provavo più piacere del dovuto perché lo amavo, e lui certamente contraccambiava il mio amore, altrimenti non mi avrebbe mai raccontato la storiella dello starnuto.
Così, da quel giorno decisi che stava iniziando la mia storia d'amore. Al mattino mi svegliavo pensando a lui, durante il giorno facevo attenzione a far coincedere i miei momenti liberi con i suoi, e aspettavo la notte per abbandonarmi tra le sue braccia. Mi capitava di immaginarmi con addosso i vestiti che vedevo nelle vetrine per strada, e se prevedevo una sua ipotetica reazione positiva, li compravo: lo facevo per lui!
Poi un giorno venne da me, e mi disse che non voleva più vedermi, allora io pensai che gli fosse accaduta qualcosa di terribile, qualcosa che lo aveva scioccato al punto da fargli perdere il senno; e decisi di stargli ancora più vicino per fargli capire che il nostro amore avrebbe resistito ad ogni avversità. Lui si incazzò tantissimo!
Mi urlava contro che ero pazza, soffocante, che avevamo vissuto solo una storia di sesso e che la mia fantasia aveva fatto il resto. Dopodichè sparì dalla mia vita. Ed io piombai in una tristezza infinita! Per mesi ripercorsi tutta la MIA storia d'amore, cercando di rintracciare il punto debole, cercavo di ricomporre il puzzle, ma mancava sempre qualcosa, non riuscivo a capire cos'era andato storto. Fin quando una sera uscii, da sola, faceva molto freddo, ed iniziai ad entrare nei bar aperti a bere qualcosa di forte che mi trasmettesse calore,e a ripiombare in strada.
Andò avanti così tutta la notte e, alla fine, mi ritrovai ubriaca, con la vescica piena, impossibilitata a svuotarla per mancanza di un bagno pubblico, e trattenni la pipì per ore. Quando arrivai a casa, corsi al bagno e.... feci la pisciata più lunga della mia vita. E ridevo, e godevo. Così quella sera, sul cesso, mentre pisciavo, e godevo, e sorridevo con la faccia inebetita dall'alcool, mi fu tutto chiaro, riuscii a ricomporre il puzzle. Credevo di essere innamorata di lui per un semplice errore di calcolo: avevo trattato come costante un valore che in realtà era variante. Mi spiego meglio: è vero che quando facevo l'amore con lui provavo piacere, e che questo piacere era immensamente superiore a nove starnuti, ma era anche decisamente inferiore a quella pisciata! Da quel giorno ho iniziato a far caso a tutti i piccoli piaceri della vita, quelle cose che fai senza pensarci troppo, ogni giorno, e ho capito che se proprio esiste l'amore, non potrei che amare me stessa!
 
 
Però sa', mi capita ancora adesso di starnutire e, solo per pochissimi istanti, avverto un leggero bruciore di stomaco.
 
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