Censura per Venere. L'edizione italiana del saggio su Bridgette Bardot di Simone di Beauvoir.

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Nel 1960 usciva presso la casa editrice Lerici di Milano un breve testo di Simone de Beauvoir dedicato a Brigitte Bardot e già pubblicato a Londra col titolo Brigitte Bardot and the Lolita Syndrome1. Inframezzato da piccoli ritratti quadrati dell’attrice (in cui si scandagliano le varie espressioni del suo volto: sorridente, stupito, imbronciato, indifferente, misterioso, ingenuo, ammiccante, annoiato, indolente, pensieroso, sincero, conturbante, capriccioso, innocente…) il breve testo della de Beauvoir inizia facendosi innanzitutto beffe della gelosia denigratoria delle donne francesi, della suggestione camuffata dal malanimo dei maschi latini, così come delle demonizzazioni dei moralisti e benpensanti. Ripetutamente e con simpatia niente affatto camuffata, Brigitte Bardot è detta “incantevole”2, immagine di un’emancipazione conquistata da una donna tendenzialmente già libera, il che costringe però i fedelissimi di modelli ancora arcaici a scandagliare nella ninfa irraggiungibile quella distanza dell’‘eterno femminino’ che la realtà ha già accorciato. La pubblicazione in italiano del saggio di Simone de Beauvoir...
 
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(autore Gabriella Baptist)
 
 

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