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Franco Piperno - Charlie Hebdo: la strage tra memoria e ipocrisia

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I). Stragi e massacri.

I settari islamisti praticano, in piccolo, ciò che i governi occidentali mettono in atto su una scala spropositatamente più grande : piuttosto che colpire i nemici armati -- come pure imporrebbe l'onore guerresco-- si opera nel primo caso la strage e nel secondo il massacro di civili inermi.
A Parigi, qualche settimana fà, a urlare in corteo l'orrore per l'uccisione dei redattori di Charlie Hebdo -- ed esprimere la determinazione collettiva a difendere la libertà di stampa e gli altri immancabili diritti umani -- c'erano, alla testa di centinaia di migliaia di manifestanti, alcuni tra i maggiori responsabili dei massacri di civili avvenuti nell'ultimo decennio, dall'Africa al Medio Oriente.
Valga un esempio per tutti : in prima fila si riconosceva il volto stirato del primo ministro israeliano, colui che, appena qualche mese fà, ha ordinato una punizione collettiva, bombardare per rappresaglia Gaza, l'antica città palestinese -- questo modesto genocidio per distrazione si è concluso con la morte in combattimento di sessanta soldati israeliani, a fronte di oltre quattromila cittadini di Gaza uccisi dalle bombe sganciate da aerei e droni; senza alcun rischio per coloro che uccidono con queste tecnologie, senza neanche uno schizzo di sangue a sporcare la divisa -- circostanza questa definitivamente sub umana.

II). Menzogna e rimozione.

I fondamentalisti islamici sono nemici giurati dell'Occidente cristiano, in secolare risonanza con quei loro antenati che avevano combattuto la Crociata -- questo gesto geopolitico fondativo per l'Europa cristiana.
Le sette islamiste si affannano per sottrarsi alla modernizzazione, rifiutano il destino che l'Occidente ha assegnato ai luoghi da loro abitati; non vengono da noi per sottometterci alla legge coranica; piuttosto siamo noi, col cuore gonfio di buoni propositi, ad imporre loro il mercato globale, i diritti umani, il sistema della rappresentanza, le missioni di pace e così via.
Gli islamisti avversano irrimediabilmente l'omologazione del mondo, l'unificazione dell'umanità secondo gli usi e i costumi occidentali; essi non svendono le loro identità collettive; e nel far questo, portano a termine, loro malgrado, un compito "generalmente umano", la difesa della differenza, della diversità nelle forme della vita sociale dell'animale uomo sul pianeta -- come dire, lasciare che l'essere sia.

III). L'ipocrisia francese.

Non è stato lo sdegno il solo sentimento che spartivano le centinaia di migliaia di manifestanti per Charlie Hebdo; ad avvolgere il lungo corteo parigino c'era una nube scura gravida di ipocrisia-- come per altro capita di frequente in queste sfilate presidenziali, tipiche del gollismo.
A questo proposito ecco un dettaglio, minuscolo finché si vuole a fronte dell'orrore suscitato della strage,ma certamente rivelatore. Nel chiudere la manifestazione, il presidente francese ha riaffermato la tradizione di tolleranza alla Voltaire di cui sono intrise le istituzioni repubblicane; ma la sua retorica era contraddetta in punto di fatto proprio dalla storia di quegli uomini assassinati. Infatti la memoria comune attesta che i giornalisti di Charlie Hebdo vengono tutti da una precedente esperienza editoriale, una rivista il cui nome Hara Kiri. Nata in sintonia con l'onda lunga del "68, Hara Kiri svolgeva la sua opera di satira dissacrante, non certo della religione islamica ma del potere gollista, considerato una sorta di colpo di stato permanente. Ha vissuto qualche anno Hara Kiri, perseguitata da sequestri e multe. Poi,in occasione della morte di De Gaulle, la rivista aveva pubblicato un numero nel quale veniva ridisegnata in modo beffardo la biografia del generale-- tanto era bastato alla voltairriana autorità francese per decretare la chiusura definitiva di Hara Kiri per vilipendio di cadavere.
Qui, mette conto ricordare che in Francia una donna musulmana che vada in giro con il velo tradizionale,in pubblico, ha un comportamento " penalmente rilevante"; uno storico che propone una revisione della versione ufficiale sullo sterminio di ebrei e armeni non ha eventualmente una opinione errata ma commette un reato penale-- per lo sterminio degli zingari,dei comunisti, degli omosessuali, dei matti così come per quello dei curdi e dei palestinesi non si applica il divieto di revisionismo.
Infine,per chiudere con un inciso, in Francia, ogni tentativo di pubblica ricostruzione delle ragioni che spingono i giovani islamisti ad uccidere si svolge a rischio di incriminazione per apologia di reato.
Certo che Voltaire è nato in Francia; ma è a Parigi che è stato ripetutamente seppellito.

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